Il deputato Sergio Boccadutri, che ha proposto l’emendamento al decreto banche, l’ha definito “la fine di una pratica fastidiosa contro i cittadini”. Si tratta dell’anatocismo, ovvero la maturazione di interessi sugli interessi. La modifica introdotta in commissione finanze stabilisce che il tempo minimo per la maturazione degli interessi in banca sia superiore a un anno. Non sarà possibile, dunque, “aggiornare” trimestralmente l’ammontare di quanto dovuto, aggiungendo gli interessi al capitale.

Così reciterà la prima parte della versione dell’articolo 120 del Testo unico bancario, una volta che le nuove disposizioni dovessero essere approvate in via definitiva: “a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore a un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti; b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.

A ciò si aggiunge che gli interessi debitori diverranno esigibili il primo marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati, a meno di una chiusura del rapporto, che li renderebbe immediatamente esigibili. Il cliente può autorizzare, anche in via preventiva, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui essi diventano esigibili.

Molto positiva la prima reazione delle associazioni dei consumatori, da anni impegnate contro l’anatocismo. A un più attento esame della norma, però, si sono defilate Adusbef e Federconsumatori, secondo le quali l’emendamento Boccadutri “lo legalizza invece di sopprimerlo, vanificando 25 anni di sentenze di Cassazione e Consulta”. Senza ulteriori modifiche, secondo le due organizzazioni, saranno inevitabili ulteriori ricorsi alla giustizia.

“Una polpetta avvelenata per favorire gli esclusivi interessi delle banche e danneggiare i consumatori, che oltre al danno devono subire perfino la beffa, sia sugli interessi di mora che potranno produrre ulteriori interessi in contrasto con le consolidate sentenze di Cassazione, che con il consenso preventivo richiesto dalle banche ai consumatori affinché gli interessi passivi possano diventare capitale”.

Più prudenziale l’atteggiamento del Codacons, che alle prime notizie trapelate sull’emendamento quando era in discussione in commissione, dove è stato approvato venerdì, aveva manifestato entusiasmo, affermando che l’anatocismo è una pratica illegale che costa agli italiani una cifra pari a 2 miliardi di euro all’anno. “Gli istituti di credito che continuano a far pagare ai clienti gli interessi sugli interessi vanno duramente puniti con maxi-sanzioni milionarie e giungendo al loro commissariamento” aveva affermato il presidente Rienzi.

Ora dagli uffici dell’associazione sostengono di “non aver ancora avuto modo di approfondire bene la nuova normativa in tutti i suoi aspetti. Certamente se ci sono elementi che vanno in direzione contraria alla tutela dei consumatori, agiremo di conseguenza”.

La discussione si è già fatta calda anche a livello politico. Facile prevedere battaglia in aula, dove il decreto approda martedì, ma si profila un esame accelerato dall’ennesimo ricorso alla fiducia.