Il crowdfunding conquista anche l’immobiliare ed è pronto a diventare il punto di riferimento per i finanziamenti del futuro. A spiegare di che cosa si tratta e quali sono le potenzialità è Marco Mongera, Cfo di Walliance, prima piattaforma in Italia di equity crowdfunding dedicata al real estate, che a idealista news ha detto: “Tra dieci anni lo strumento dei finanziamenti sarà completamente ribaltato”.

Come è nata l’idea di una piattaforma per il crowdfunding immobiliare?

“Il nostro Ceo, Giacomo Bertoldi, attivo nella grande distribuzione, si reca spesso all’estero e andando negli Stati Uniti si è accorto che questa forma di finanziamento era molto presente e funzionava molto bene. Tornato in Italia da uno dei suoi viaggi, due anni fa, ha verificato cosa ci fosse nel nostro Paese e si è accorto che qui il crowdfunding era agli albori. Non si parlava di real estate ed era utilizzato solo per progetti sociali oppure per le start up innovative, questo perché la normativa prevedeva che fossero finanziabili sono le start up innovative.

Ha quindi iniziato un percorso che ha previsto tutta una serie di segnalazioni, richieste di adeguamento e rinnovo della normativa. Tramite uno studio legale di Milano sono stati fatti degli appunti a Consob e al Ministero. E proprio di recente la normativa è stata modificata aprendosi anche alle Pmi. Fin dall’inizio, lui voleva fare real estate crowdfunding. Dopo due anni, ci siamo riusciti. E siamo la prima piattaforma in Italia di equity crowdfunding dedicata al real estate”.

Quali sono i progetti che interessano la piattaforma?

“Oggi come oggi alla piattaforma interessano tutti quei progetti di real estate che riguardano soprattutto l’acquisto, lo sviluppo e la vendita. Al momento sono questi i progetti che ci interessano perché l’investitore tipico del crowdfunding è un investitore che viaggia al massimo al breve-medio periodo. Per cui i nostri progetti sono quelli che prevedono l’acquisto di un immobile o di un terreno, la ristrutturazione e la vendita.

L’obiettivo è spostare questo target anche sul lungo periodo, ossia sui progetti a reddito. Ma ad oggi l’assenza di un mercato secondario ci impone di andare sul breve-medio periodo. Il giorno in cui alla piattaforma verrà concesso di creare un mercato secondario, cioè di negoziare anche quelle quote che sono state già acquistate, sarà possibile finanziarie anche progetti a lungo termine”.

Chi sono gli investitori?

“Si tratta di investitori anche piccolissimi, l’investimento minimo possibile è infatti di 500 euro. Grazie a noi, il mercato del real estate, sempre destinato a investitori di grosso calibro, si apre anche ai piccoli investitori. La condizione indispensabile è che la piattaforma sia seria e carichi progetti seri.

L’imprenditore ha interesse a caricare progetti seri e che renderanno, perché se carica una cattiva operazione non riceverà più alcun finanziamento. Ma anche la piattaforma ha interesse ad avere progetti seri, perché se carica 100 operazioni e di queste 5 vanno male, vuol dire che la piattaforma non va bene”.

Come funziona nella pratica il crowdfunding per un progetto immobiliare?

“Chi decide di fare un’operazione immobiliare sa che le banche oggi finanziano al massimo il 50%. Noi come piattaforma di crowdfunding tendiamo a sostituire parzialmente le banche. Questo significa che chi compra un terreno e fa un progetto di costruzione, ad esempio, alla banca chiede un 40%, un 20% lo investe in prima persona, perché il promotore deve investire qualcosa, e l’altra parta la chiede alla crowd.

Sulla piattaforma ci sono i progetti, è possibile trovare l’evoluzione dell’operazione con le foto, il business plan, il conto economico dell’operazione, in modo tale che l’investitore possa seguire il proprio investimento. Conditio sine qua non perché l’investimento funzioni è che la piattaforma carichi solo ed esclusivamente operazioni serie, che porteranno al successo”.

E questo come è possibile?

“Prima di caricare sulla piattaforma le operazioni, viene messa in atto un’analisi molto stringente. Non verrà caricato tutto sulla piattaforma. Innanzitutto, dovrà esserci un investimento da parte del promotore dell’operazione e poi ci saranno tutta una serie di tecniche che verificheranno la fattibilità dell’operazione.

In più, la piattaforma lascerà un track record di tutti gli investitori, di tutti i promotori di operazioni. Questo significa che l’operazione rimane sulla piattaforma in modo che tutti la possano vedere. Se quell’operazione non ha dato esiti positivi o non ha garantito risultati interessanti, nessuno investirà più sul promotore di quell’operazione. Negli Stati Uniti, ad esempio, il track record degli imprenditori è stato determinante”.

Quali sono le potenzialità del crowdfunding immobiliare?

“Il business si svilupperà a livello esponenziale come è successo negli Stati Uniti. Inizialmente nessuno sapeva di cosa si trattasse, dopo sono iniziati gli investimenti, sono arrivati i guadagni e soprattutto ci si è accorti che si tratta di uno strumento che permette di partecipare all’investimento”.

Qual è l’interesse dell’imprenditore che vuole presentare un progetto?

“Noi partiremo verso metà settembre e da circa tre settimane abbiamo aperto la possibilità di presentare progetti, in questo momento abbiamo in standby 200 milioni di euro di progetti, abbiamo 160 progetti. L’interesse è grandissimo. Abbiamo avuto un interessamento molto importante dal punto di vista della classe imprenditoriale.

Questo è il futuro del finanziamento di determinate operazioni. Le banche non finanziano, quindi bisogna trovare delle soluzioni alternative di finanziamento. Tra dieci anni lo strumento dei finanziamenti sarà completamente ribaltato. Le piattaforme serie rivoluzioneranno il mercato del credito”.